giovedì 20 gennaio 2011

Dove è nata la nostra Costituzione?(articolo)

Giovedì 20 gennaio alle ore 21 presso il seminario Minore di Parma, è stato messo in scena dalla Compagnia Itineraria, lo spettacolo ''Dove è nata la Costituzione''; l'evento è stato organizzato dal gruppo FUCI di Parma.
I protagonisti dello spettacolo sono: Piero Calamandrei, Teresa Noce, Lelio Basso e Giuseppe Dossetti, personaggi chiave della storia della Repubblica italiana, i quali fecero parte della Commissione che doveva scrivere il testo della Costituzione Italiana.
Lo spettacolo è suddiviso in due momenti: il ''momento della memoria'', in cui ciascun personaggio ripercorre la propria vita e l'inizio del proprio impegno politico e sociale, sino ad arrivare al ''momento della tragedia'', in cui viene ricordato l'orrore e la disperazione della seconda guerra mondiale.
Lelio Basso proviene da una famiglia della borghesia liberale; nel '21 si laurea in legge presso l'università di Pavia ed entra a far parte del partito Socialista. Egli ricorda di quando nel '28 lavora alla rivista Pietre e viene arrestato con tutta la redazione; il suo impegno politico continua ma viene interrotto da un successivo arresto nel '39 da parte dell'OVRA.
Piero Calamandrei prende parte alla prima guerra mondiale e ricorda il dramma di quei momenti trascorsi al fronte, in quell'esercito che poi abbandona per continuare la sua carriera politica, dopo essersi laureato in legge nel '21.
Tra i tanti avvenimenti vissuti ricorda in particolare di quando il 19 giugno del '39, all'università di Parma, viene fatta girare una circolare in cui si ordina di separare gli studenti ebrei da quelli ariani. Calamandrei è contrario all'entrata in guerra dell'Italia al fianco della Germania ed è fortemente avverso al regime fascista, al punto da definire i suoi sostenitori degli “istrioni delinquenti”.
Teresa Noce è una donna forte e determinata che proviene da una famiglia torinese molto povera, tanto che inizia a lavorare quando è ancora bambina. Nel '21 entra a far parte del partito Comunista, dove conosce Lungi Longo che diventa suo compagno e con il quale si reca prima a Mosca, poi a Parigi ed infine in Spagna, dove lavora per il giornale degli Italiani combattenti per le Brigate Internazionali.
Nel '43 viene arrestata e trasportata nel campo di concentramento di Ravensbruck. Ricorda diversi momenti di quella vita da prigioniera e in particolare il suo arrivo al campo, quando vede sul portone enorme la scritta ''Il lavoro rende liberi''; viene poi liberata alla fine della Guerra.
Giuseppe Dossetti si laurea nel '34 in diritto Canonico presso l'università di Bologna e continua i suoi studi a Milano. Proviene da una famiglia fortemente antifascista e trascorre gli anni della Resistenza tra le province di Parma e Reggio Emilia, dove si unisce ad organizzazioni antifasciste.
Nella parte finale dello spettacolo, viene ricostruita l'atmosfera dell'Assemblea costituente; ognuno dei personaggi prende la parola per esprimere il proprio progetto di Costituzione.
Basso esprime la propria idea di una Costituzione aperta alle nuove trasformazioni e che difenda principalmente due principi: la persona umana e la coscienza che i diritti umani fondamentali devono essere difesi traducendoli in libertà.
Calamandrei afferma di volere una Repubblica in cui ciascuno partecipi con la propria opera alla Costituzione.
Dossetti interviene dicendo di condividere e appoggiare le idee di Basso, e sottolinea che la sua idea di Stato è di un ente che non costituisce i diritti, ma bensì li dichiara e li riconosce.
Infine prende parola Teresa Noce, secondo la quale la nuova costituzione deve riconoscere alla maternità una funzione sociale. Le donne che portano in grembo un bambino custodiscono il futuro della società e in quanto tali hanno diritto ad essere esonerate dal lavoro durante tale periodo senza essere licenziate, anzi devono essere opportunamente retribuite.
La FUCI ha organizzato questo spettacolo con l'intento di sensibilizzare i giovani e di invitarli a prendere come esempio i quattro personaggi che hanno saputo tradurre i loro ideali in un impegno politico e sociale, senza piegarsi ad un regime che sembrava tanto forte, ma dimostrando anzi il coraggio di combattere duramente per affermare i diritti di libertà e uguaglianza in cui credevano.
Il Gruppo FUCI

6 commenti:

Anonimo ha detto...

* dunque secondo il vostro riassunto la nostra italia l'hanno fatta i comunisti e i socialisti (se queste sono le persone chiave),
* contiamo che la nostra costituzione non rispecchia gli insegnamenti di Gesù(guardiamo la morte di Eluana, niente lo impediva)
* quindi perchè un cattolico dovrebbe "adorare" (da quello ho letto non ha nemmeno un difetto) la costituzione, (prima viene Dio e la sua parola, e la costituzione non rispetta temi importanti come l'aborto e l'eutanasia) sui temi un cattolico non dovrebbe transigere?

Anonimo ha detto...

A parte che Dossetti faceva parte della Democrazia Cristiana, lo spettacolo non era pensato per fare un'analisi dei difetti del testo costituzionale; piuttosto voleva ripercorrere i passi che hanno portato alla sua stesura.
Come ogni testo "di principi", non può contenere una risposta esplicita a tutte le situazioni che si possono presentare, ma dà delle linee di indirizzo, che a parer mio non vanno contro la morale cristiana (basta pensare all'importanza che si dà alla persona in entrambi i casi).

Anonimo ha detto...

però eluana è morta e il decreto per salvarla non è stato firmato perchè incostituzionale, per un cattolico la costituzione non deve proteggere in qualunque caso la vita? non credo che questa cosa non vada contro la morale cristiana...

Anonimo ha detto...

ma in alto c'è scritto "Federazione UniversITARA" invece che "Universitaria" (senza la "i"). ed è propio nell'intestazione!

Anonimo ha detto...

non ricordo esattamente come andò la faccenda di quel decreto, però sono abbastanza sicuro che il motivo di incostituzionalità non fosse legato al fatto di salvare la vita a una persona, piuttosto al modo in cui era stato presentato e magari ad altri contenuti preseti in quel testo (dei quali però non sono informato).Sta di fatto però che per questioni così importanti non si può "discuterne" solo quando spunta fuori un caso clamoroso e poi più niente fino al caso successivo. A parer mio servirebbe una discussione aperta e seria, non influenzata da situazioni contingenti che possano in qualche modo influenzare il giudizio solo con un contributo emotivo. In questo modo direi che nella costituzione non c'è nulla di anti-cattolico.

P.S. per l'intestazione ci stiamo lavorando, ma abbiamo qualche problema con il software di gestione del sito, comunque grazie della segnalazione

Anonimo ha detto...

Caro amico che hai criticato... scusa se intervengo anche se non sono piu' un giovane (esteriormente...). Certamente la Costituzione non è da "adorare" ma semmai da conoscere e rispettare... Spero che tu l'abbia letta! I cattolici hanno dato un contributo decisivo, tanto che in qualche modo la "anticiparono" con un testo di grande spessore, il c.d "Codice di Camaldoli". Ma fu importante soprattutto la capacità di unire su un testo "alto" e tuttora attualissimo, carico di valori, sensibilità e appartenenze diverse. Permettimi pero' di aggiungere che, in generale, nessun testo - oso dire: nemmeno il Vangelo - contiene risposte "automatiche" (sottolineo: automatiche; non risposte in senso profondo e spirituale) a tutti i singoli problemi: dove troviamo risposte immediatamente applicabili alle questioni poste dalla biotecnologia o alle sperimentazioni sulle cellule staminali - solo per fare degli esempi. Citi l'aborto: d'accordo. E nel caso del pericolo di vita della madre, ad esempio, chi deve soccombere? Non mi pare ci sia scritto... Sono solo esempi, capiamoci. Voglio dire che è solo con un faticoso discernimento che le parole scritte - civili o Sacre che siano - possono fornire percorsi di risposta alle domande, brucianti e legittime - che agitano la tua come la mia, la nostra, coscienza.

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...Girando tutto il Mondo con una Lanterna in mano,

a chi gli domandava cosa cercasse,Diogene rispondeva: “CERCO L’UOMO”.

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