lunedì 29 ottobre 2012

Resoconto del primo incontro di Abitare, Sognare, Fare la Città 2° edizione di martedì 23 ottobre 2012



CITTADINI SOVRANI? Essere cittadini nell’Italia del 2013

Nella serata introduttiva della seconda edizione è stato invitato Fabio Pizzul, 47enne, Consigliere regionale della Lombardia. È inoltre giornalista, marito e padre di 4 figli; ha diretto per alcuni anni Radio Marconi, emettente della Diocesi di Milano e dei Paolini, è stato Presidente diocesano dell’Azione Cattolica di Milano e membro del Consiglio Nazionale di AC.


Il noto giornalista si è interrogato sulla cittadinanza, dicendo che oggi è troppo scontata, viene spesso banalizzata; infatti vi si fa riferimento solo quando viene a mancare. Tendiamo a vederci più come individui che come cittadini, che puntano unicamente alla conquista della libertà personale. Ma questa libertà è in realtà illusoria: abbiamo infinite possibilità, ma ciò ci provoca frustrazione. 
Il cittadino, al contrario dell’individuo che è preoccupato soltanto del proprio benessere immediato, di vivere il presente in modo sfrenato inseguendo il piacere, ha un orizzonte più ampio: è una persona che accetta i limiti di chi ha accanto e su questi limiti costruisce relazioni sociali non monetizzabili.

La mentalità odierna ha tre caratteristiche: è consumistica, individualistica (per esempio sono considerati prioritari i beni privati, mentre i beni pubblici sono indifferenti) e utilitaristica. Riguardo a quest’ultimo punto, Fabio Pizzul ha affermato che l’utile è la base, ciascuno di noi ripone la sua fiducia non a chi rappresenta i nostri valori ma a chi soddisfa il nostro tornaconto; così è successo e succede tutt’ora nella politica, spesso individuata come tutela degli interessi, “ipergodimento”, tendenza a “cogliere l’attimo”.


Occorre, quindi, passare dall’utile alla persona, al cittadino, a una convivenza proiettata verso il futuro. Il consumismo, infatti, non lascia spazio alle relazioni, al futuro. 
In questo senso anche la politica deve essere rivalutata come delega ad essere al servizio dei cittadini, in modo che questi siano partecipi di un progetto. Se questo non dovesse succedere, lo scivolamento sarebbe costituito dalla reazione violenta, che si esplica nel “non voto”, ma anche al voto a un partito diverso, alternativo. 

La politica non deve trasformarsi in tecnica ma deve offrire visioni del futuro che poi la tecnica realizzi; se si ragiona solo in termini funzionali si garantiscono magari i servizi, ma non la partecipazione, non si dà modo ai giovani di essere cittadini a pieno titolo.

1 commento:

Anonimo ha detto...

I ωill іmmeԁiately сlutch уоur rѕs feеd as I can
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...Girando tutto il Mondo con una Lanterna in mano,

a chi gli domandava cosa cercasse,Diogene rispondeva: “CERCO L’UOMO”.

La FUCI è fatta di Studenti, ma ancor prima di Giovani che vogliono riprendere in mano

la Lanterna, che vogliono riscoprire il gusto di uno Sguardo unitario sul Mondo;

che desiderano donare e ampliare le proprie conoscenze e riscoprire la Domanda di Verità e

di Bellezza che abita nella profondità di ogni uomo.