martedì 11 marzo 2014

Pari opportunità tra cittadini e stranieri

Incontro di martedì 11 febbraio 2014
(Gruppo costituito da Alfonso Nasciuti, Greta Pellicelli, Carlotta Zilioli)

L’incontro ha inizio con un breve excursus delle migrazioni in Europa e in Italia: in Italia 29.000.000 di persone sono migrati verso altri paesi, soprattutto America, Australia e altre parti d’Europa dopo la seconda guerra mondiale. Le migrazioni diminuiscono con la crescita industriale del dopoguerra, e inizia l’immigrazione, in particolare nei grandi centri urbani, come Milano e Torino.
Oggi ci sono 5.000.000 stranieri in Italia, mentre 4.000.000 italiani risiedono fuori dallo Stato.
In Italia ci sono diversi tipi di immigrati:
- regolari, i cui ingressi e permanenze sono secondo la Legge, hanno un visto regolare e il permesso di soggiorno;
- irregolari, che invece non seguono le procedure che prevede la Legge.
I clandestini non possono essere espulsi immediatamente, perché potrebbero chiedere diritto d’asilo per via delle condizioni presenti nella terra d’origine.
Il 50% dei detenuti è costituito da stranieri; il trattamento rieducativo nel carcere è in italiano, quindi molto spesso agli stranieri non serve, non potrebbero capirlo.
Per quanto riguarda i diritti, secondo le normative dovrebbero essere attribuiti i diritti fondamentali dell’uomo e in più il diritto d’asilo; viene sottolineato anche il diritto di reciprocità, per il quale i nostri diritti dovrebbero essere riconosciuti anche negli altri stati, ma questo è un auspicio.
Il diritto di professione della fede in Turchia non è ammesso: non è possibile celebrare la messa. Proprio per questo motivo, e per altre questioni, sono ancora in corso le trattative per il suo ingresso nell’Unione Europea.

Secondo Bauman, nella società moderna, la globalizzazione comporta che le elite sono costituite da quelle persone che hanno ricchezza monetaria e che possiedono i media, sono quindi in grado di comunicare. Le comunità locali non esistono più, si annullano, sono indebolite, manca la coesione interna, le nazioni non sono più forti e unite, ma in esse regnano diversità, divisioni, idee diverse e non condivise: in una società così, come si fa ad affrontare il tema degli stranieri?

Il senso comune spesso si oppone all’ingresso di stranieri, perché essi sono spesso considerati in concorrenza con i cittadini italiani. Ma in realtà di frequente essi svolgono lavoro di cui vi è la necessità e che in Italia non si svolgono più (badanti per la cura degli anziani, operai, lavori pesanti e sottopagati…).

Riguardo al diritto al lavoro, è possibile dividere tra cittadini comunitari, appartenenti all’Unione Europea, ed extracomunitari; per i primi non ci sono diversità rilevanti con i lavoratori italiani. Per gli extracomunitari, invece, sorgono delle diversità e dei problemi, che però sono attenuati per alcuni stati con i quali l’Italia ha stretto maggiori contratti.

Nella seconda parte della serata, si apre il dibattito che parte da alcune domande:
- cosa ne pensate della cittadinanza? Andrebbe concessa a tutti? Solo a coloro che risiedono in Italia per un periodo di tempo? E quanto dovrebbe essere lungo questo tempo? Solo ai figlio di stranieri nati qui?
Nel 2006 è stato fatto un documento dal Governo per questa tematica, per il quale la cittadinanza verrebbe concessa ai figli di stranieri se un genitore risiede in Italia per almeno 5 anni, ma resta ancora un problema aperto.
Opinione diffusa nel gruppo di ragazzi è quella di concedere la cittadinanza a coloro che hanno frequentato la scuola italiana , almeno i primi 5 anni di primaria, in modo che possa essere stata assunta la lingua, il sentimento di appartenenza, la cultura. (il 7% di alunni italiani è costituito da stranieri).
È un paradosso quando una persona si attiene a dei doveri e non può usufruire ai diritti. Nel momento in cui scatta un contratto a tempo indeterminato e si ha il possesso di una casa, esso manda avanti l’economia del paese, quindi sarebbe giusto renderlo cittadino.
Come gestire i flussi migratori? La comunità locale non può farlo, è la Comunità Europa a decidere. I veri nemici sono i mafiosi e i super ricchi che sfruttano i poveri e gli stranieri, mettendo in atto logiche perverse di capitalismo diffuso (i mercati si spingono verso una piccola percentuale di gente ricchissima, e pochissimi decidono la sorte di tantissime persone, facendo funzionare l’alta finanza).
La soluzione sarebbe quella di poter capire, gestire e controllare questi flussi, ma ciò è quasi impossibile.

In Svizzera è passato il referendum che riguarda il blocco di italiani e tedeschi verso lo stato, nel quale è possibile guadagnare di più.
Gli stranieri non comportano maggiori spese, al contrario fanno aumentare il PIL, dato che il welfare è retto da loro (come le già citate badanti, infermiere…).
La Chiesa è sempre intervenuta sui bisogni sociali del tempo (crescita dei bambini e dell’infanzia, cura degli anziani…); oggi c’è il “problema stranieri”, e la Chiesa fa qualcosa per questo?

In tutta l’Unione Europea il cittadino comunitario ha la tutela sanitaria e un medico di riferimento gratis.
I rifugiati politici possono stare in Italia a tempo indeterminato, perché spesso provengono da stati dove c’è la guerra, o dove i diritti fondamentali della persona non sono rispettati.
Secondo l’articolo 9 del 1992, all’arrivo in Italia viene dato il Visto, ed entro 8 giorni si deve effettuare la registrazione e il permesso di soggiorno. Per avere la cittadinanza il percorso è molto lungo e prevede anche un esame in lingua italiana. Occorre anche risiedere da almeno 10 anni nel Paese. Nell’Unione Europea bastano 4 anni, per un rifugiato politico 5. Ai figli di stranieri viene data la cittadinanza se è stato adottato da italiani, oppure se almeno uno dei due genitori è italiano, o ancora dopo 3 anni se si ha un parente italiano in linea diretta. Colui che nasce in Italia, avrà la cittadinanza solo al compimento dei 18 anni. Quindi se un bambino arriva in Italia da piccolo, dovrà attendere di lavorare per poterla ottenere.
Il fatto di non avere la cittadinanza comporta l’impossibilità a votare, a svolgere il servizio militare, ci sono problemi nel versamento dei contributi, non sono accessibili i concorsi pubblici. Sono riconosciuti i diritti fondamentali.

Infine un’iniziativa che il gruppo MSAC ha svolto pochi mesi fa, ci ha permesso di conoscere alcuni dati sulla città di Parma: gli italiani sono 387.050, poi la comunità straniera più numerosa è costituita dai moldavi (7.500), in seguito i provenienti dall’Albania (6.600), dalla Romania, Marocco, Tunisia, India, Filippine, Ucraina e Senegal (1.600).

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...Girando tutto il Mondo con una Lanterna in mano,

a chi gli domandava cosa cercasse,Diogene rispondeva: “CERCO L’UOMO”.

La FUCI è fatta di Studenti, ma ancor prima di Giovani che vogliono riprendere in mano

la Lanterna, che vogliono riscoprire il gusto di uno Sguardo unitario sul Mondo;

che desiderano donare e ampliare le proprie conoscenze e riscoprire la Domanda di Verità e

di Bellezza che abita nella profondità di ogni uomo.